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Design thinking e Liberating Structures

Design thinking e Liberating Structures non sono la stessa cosa e non competono tra loro. Il design thinking è il processo a fasi per innovare partendo dalle persone: empatia, definizione, ideazione, prototipo, test. Le Liberating Structures sono i formati concreti, con passaggi e tempi, che riempiono ogni fase di partecipazione vera.

Usi il primo come mappa del percorso, le seconde come strumenti per ogni singola tappa. Senza formati espliciti, il workshop DT resta slide e post-it liberi: pochi parlano, molti annuiscono.

Stessa filosofia, ruoli diversi

Entrambi mettono le persone al centro invece del processo. Da qui in poi fanno cose diverse.

Il design thinking ti dice dove sei nel viaggio dell'innovazione: stai ancora ascoltando l'utente o stai già testando una soluzione? Ti dà la sequenza, non le istruzioni minuto per minuto.

Le Liberating Structures colmano proprio quel vuoto. Ti dicono come far partecipare tutti in quel preciso momento del workshop: chi parla, per quanto, in quale configurazione. Non sostituiscono il design thinking. Lo rendono qualcosa che il gruppo fa insieme, invece di qualcosa che chi facilita mostra alle slide.

Empathize e Define: capire prima di risolvere

Le prime due fasi servono ad ascoltare l'utente e a mettere a fuoco il problema giusto. Le strutture utili qui:

Per la fase Define, quando devi restringere: Min Specs per i vincoli davvero irrinunciabili, Wicked Questions se ci sono tensioni strategiche sotto il problema.

Ideate e Test: generare e provare

Qui servono tante idee, poi una selezione, poi un riscontro veloce.

Per generare, 1-2-4-All fa emergere idee da tutti in un quarto d'ora, non solo dai soliti due. Per scegliere in gruppo grande, 25/10 Crowd Sourcing priorizza in fretta e senza favoritismi. Per il feedback sui primi concept, Troika Consulting mette una persona al centro e due che ascoltano prima di rispondere.

Un percorso combinato in una giornata

Una giornata di workshop che intreccia le due cose:

  • Mattina, empatia e sintesi: User Experience Fishbowl seguito da What, So What, Now What?
  • Pomeriggio, idee e scelta: 1-2-4-All per generare, 25/10 per priorizzare.
  • Chiusura, impegno: 15% Solutions. Cosa testi tu, già questa settimana?

Nel catalogo puoi filtrare le strutture per fase del design thinking e comporre la tua sequenza.

Per workshop strategici più lunghi, Strategy Knotworking intreccia sei domande chiave con LS dedicate: purpose, baseline, contesto, tensioni, ambizione e azione. Si spezza su più giornate.

Domande frequenti

Design thinking e Liberating Structures: qual è la differenza?

Il design thinking è il processo a fasi (empatia, definizione, ideazione, prototipo, test). Le Liberating Structures sono i formati di facilitazione, con passaggi e tempi, che usi dentro quelle fasi per far partecipare tutti. Uno è la mappa, le altre sono gli strumenti.

Devo scegliere tra design thinking e Liberating Structures?

No, si completano. Usa il design thinking per orientarti nel percorso e le Liberating Structures per rendere partecipativo ogni singolo momento del workshop.

Quali Liberating Structures uso nella fase Define?

Per mettere a fuoco il problema: 9 Whys per il bisogno profondo, Min Specs per i vincoli essenziali, Wicked Questions quando ci sono tensioni strategiche da tenere insieme.

Il design thinking con le LS funziona anche fuori dai contesti creativi?

Si. HR, operations, sanità, pubblica amministrazione: ovunque ci siano utenti da ascoltare e soluzioni da provare, la coppia funziona. Non serve un reparto di design. Basta un problema reale e formati che distribuiscono la voce.

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E adesso?

Nel prossimo workshop DT, sostituisci il brainstorm libero con 1-2-4-All nella fase di ideazione. Conta quante idee in più escono.

Prova 1-2-4-All nel workshop